Oggi si è conclusa un’esperienza durata due anni, che è stata una vera palestra di vita: intensa, difficile, ma soprattutto impegnativa e se non ho più scritto nel blog è anche per questo. Completate delle giornate intense dal primo all’ultimo minuto, crollavo sul letto.
Niente di strano per noi adulti di oggi, anche se diciamolo, è snervante vivere sempre a mille.
Torniamo però all’esperienza: oggi ho concluso il mio percorso come insegnante di scuola primaria….
Questo racconto iniziava così il 26 giugno, quando si è fermato per chissà quali sopraggiunti impegni e da allora non l’ho più preso in mano fino ad oggi. Sono giorni che penso a come ricominciarlo, a cosa scrivere e ci sono sempre idee e cose nuove, alcune leggere altre pesanti, alcune che si possono dire, altre no.
Insomma una palla assurda, quindi dopo un anno circa torno a scrivere e questo è importante, più per me che per chi legge. Il blog è sempre stato un appuntamento che mi è mancato e di cui sentivo il bisogno, non perché vi faceste i fatti miei, più che altro perché se scrivo per qualcuno lo faccio, altrimenti tralascio e sfortunatamente questo procrastinare all’infinito, oltre a non far bene ai miei progetti, si è anche trasmesso geneticamente a qualche figlio. Di tutti i pregi che potevano prendere da me e invece hanno preso i difetti del padre, da me prendono un errore, ma sarà possibile?
Come avrete capito dalle prime righe, non insegno più a scuola e soprattutto non tornerò a settembre, parentesi interessante che mi ha aiutato a capire alcuni meccanismi, ma non fa per me. Io ho un lavoro, anzi 2 o 3 che mi piacciono, mi danno soddisfazioni e che sono fatti per me e a cui sono tornata. Tra l’altro a fine settembre esce un altro libro di racconti per bambini su Halloween, ma se volete leggerlo anche da adulti va bene.
I figli mi danno molti grattacapi, praticamente nessuno escluso, vari che dipendono da figlio a figlio, da situazioni e a situazione, ma che al momento fanno sussistere uno strato di nervosismo, preoccupazione, senso di colpa
Da marzo poi sto combattendo
Con un’orticaria o simile che ogni tanto capita, ogni tanto no, pensavo fosse colpa di un conservante, ma sembra di no e quindi si riparte, ah questa è la teoria del medico, non mia. Altro da riassumere?
Ecco una cosa fastidiosissima ultimamente sono i social: abbiamo perso un gatto, tra l’altro mai più ricomparso, chiedo aiuto. Ho trovato 5 persone gentili, alcune che mi hanno anche scritto in privato più volte e 50 che evidentemente dovevano sfogare la loro rabbia. Scrivo su un gruppo per delle info su dove andremo in vacanza: 2 risposte alla mia richiesta, 10 commenti sul posto che non va bene. Se io ti ho chiesto cosa posso vedere in una cavolo di isola, perché tu devi commentare che il posto che ho scelto non va bene e manco dirmi cosa vedere? Io ho capito che il commento sul social costa molto meno di un bravo psicologo, ma non ti risolve i problemi, al massimo ti dà lo stesso senso di gioia temporanea di una droga, quindi dato che la droga fa male anche i commenti inutili sui social fanno male alla salute. Fatevi una vita e pagate uno psicologo, se avete bisogno ne conosco di bravissimi.
Non so voi, ma io quando ho finito di sopportare marito, 4 figli e nonni vari, voglia di altri commenti non ne ho e se io ho voglia di commentare qualcosa lo faccio con un’amica, in casa, non rompo le scatole al mondo o a chi ha una difficoltà. Se posso aiuto altrimenti passo a un altro post!
A proposito di social, la mia vita da sportiva passiva continua, postando tutto ciò che vinciamo in ogni dove. Siamo bravetti come paese e pensare che lo Stato non finanzia le famiglie per tutte queste splendide attività.
Per oggi basta, io e il mio nervoso odierno vi abbiamo stressato a sufficienza, devo preparare la cena, ma da stasera a ranghi ridotti: io e 2 figli. Un’altra lavora e i restanti membri sono a sagra.



