mercoledì 19 agosto 2026

UNA VITA OLTRE…

​Per chi potrebbe pensare, a ragione, che in questi giorni per noi ci sia solo sagra, volevo informarvi che invece, almeno una volta all’anno, per mezza giornata, finiamo in qualche luogo veneto. A un certo punto arriva un Messaggio, come ieri sera, con scritto domani andiamo al Piave o al mare? Io leggo, sbuffo, elaboro: se dico no, la risposta è ‘non accetti mai le mie proposte’ e mi aspettano lavatrici e asciugatrici come gli altri giorni, se dico sì una giornata in un posto diverso da casa dove Michele tendenzialmente dorme e io guardo i bambini ( come a casa). La risposta quindi è sì perché almeno ci si muove e soprattutto la lavatrice non mi segue e neanche le altre pulizie. L’elaborazione sta nel boicottare le suddette proposte e trovarne una appropriata. Perché non accetto le proposte: al Piave non faccio entrare i bambini se non dove l’acqua è molto bassa quindi sostanzialmente o hanno 2/3 anni o ne hanno almeno 12 e sono femmine. Non riguarda i regolamenti attuali, io ho sempre fatto così perché il Piave è sempre stato pericoloso, ma se non fai il bagno, con i bambini sui sassi scomodi che fai? Quindi vaglio l’opzione due: mare! Allora non si parte prima delle 9.30 perché di solito Michele deve andare in piazza a sistemare documenti della sera prima e comunque i figli sono sballottati dagli orari sagra, non si può rientrare dopo le 16.30 perché tra doccia e sagra dopo sarebbe tardi, a questo punto voi andreste al mare? No, ve lo dico io.

A questo punto metto in moto gli ingranaggi di ricerca di altra attività dove i bambini se la passino, non rompano e io veda qualcosa che mi interessi. Lampadina: cosa non ho mai visto e non è distante: le sculture di Martalar fatte con il legno di Vaia. Cerco la più vicina: Tarzo, lago di Revine. Perfetto, c’è qualcosa da vedere, un lago, dei giochi. Propongo, viene accettato. Si parte, solo che poi si varia, vediamo il leone alato, ma poi caldo, afa e una chiesetta in alto. ‘Andiamo lì!’

Saliamo, saliamo ma la chiesetta di San Francesco non ha parcheggio e allora continuiamo a salire e salire con la teoria di Michele: ‘ alla fine di una strada così, c’è sempre una bettola dove si mangia benissimo!’ E noi sù, sù e ancora sù ( rigorosamente in auto perché l’uomo non ha più ginocchia e io non ho mai avuto voglia di camminare in salita, i figli con noi erano peggio di me), ci fermiamo alla Madonna della neve e poi ancora su perché su mappe c’era scritto agriturismo e quindi via fino al Pian delle femene e lì effettivamente c’era una casera, dieci gradi meno di qui, cibo buono e aria fresca. Pranzo è buonissimo, bimbi che si arrampicavano. Top, ma poi  i 5 giorni di sagra e la pancia piena si fecero sentire sulle palpebre calanti dell’uomo quindi, giù giù giù fino al lago e ai giochi per bambini. Michele dorme, io gioco con Agata, Cristiano tra giochi e corse. Quando il livello di sopportazione dei giochi  concluso, ho proposto un gelato, svegliato il moribondo, fatto salire in auto e ci siamo fermati a Follina. Gelato, ore 16.15 di nuovo a casa. Figlia 3 prima stanca non vuole la sagra, poi la vuole, poi no, poi sì, alla fine si è cambiata in 5 minuti e non lo fa neanche sotto minaccia normalmente e via a far servizio. Altra serata tra me e Cristiano.


lunedì 17 agosto 2026

LE DIFFICOLTÀ IN QUESTO PERIODO

Una foto molto particolare questa sera, ma c’è un motivo: primo fra tutti Michele non lo saprà, sempre per la teoria che lui non legge il blog e voi non glielo direte, la pena è la stessa di qualche giorno fa. Poi c’è la vera motivazione: la sagra di cui so pochissimo, che praticamente non sopporto è talmente impegnativa a livello mentale, emotivo e fisico qui a casa, che almeno vederla premiata da qualche soddisfazione, tutto quello che sopporto ha un senso. Come quando uno va a scuola e studia tantissimo una materia che gli fa schifo, se prende un bel voto almeno ha una soddisfazione e una motivazione al dover sopportare il giogo di quello studio. 

Che dire, ieri sera sono andata in sagra, dovevo solo ascoltare musica, ma sono stata precettata dal capo per pulire i tavoli. Ora, dovete avere massimo rispetto e una sorta di venerazione per chi lo fa perché è un lavoro pesante, dove si fa fatica e si suda tantissimo e poi toccano i vostri avanzi. Che poi perché se avanzate parecchio non chiedete una scatola e ve la portate a casa?  Travasatevi anche l’acqua su una borraccia o una bottiglia che avete con voi, giuro che non sembrerete morti di fame, ma gente che non vuole sprecare. Vi prego fatelo, potete dare tutto anche al cane, al gatto, al coniglio, ma almeno non va buttato via e comunque è, in ogni caso, un risparmio.

Lato positivo di pulire tavole, la gente non ti rompe quasi mai, ieri sera solo un tavolo, mi ha più o meno trattata come la schiava di turno, ma a questo signore di una certa età, ha risposto per le rime una signora che era con lui e che ha meritato un mio sorriso. Uno dei pochi che spreco in giro e in generale. Oggi, oltre ad aver lavorato, ho anche messo in moto delle idee che mi sono venute così dal nulla. Se procederanno le scoprirete, una in particolare a breve, visto che riguarda le nostre vacanze e il tentativo di non aver figli che stressano. Ve lo farò vedere, appena sarà pronto, se lo sarà. Ora attendiamo che Cristiano si addormenti per poter dormire a mia volta.


sabato 15 agosto 2026

DURATA DELLA SERATA

​15 agosto: tradizionale cena con i nonni o meglio, i nonni, io e i figli non occupati in sagra. 

Momento uno (17.30-19 circa): messa, processione, tutto ok. Ho quasi sperato che potesse essere una buona serata, ma ci ho sperato troppo presto.

Momento due( circa 19- circa 20.30): tavolo, ordine, cena. Ho smesso di sperare quando ho visto figlia 3 arrivare già incazzata a tavola. Era l’inizio della fine e così è stato. 

Momento tre (circa 20.30): dopo essere tornata a casa a prendere il cambio ad figlia 3 e averla lasciata al padre a lavorare. Riesco a bere un caffè mentre figlio 4 decideva che la sagra faceva troppo rumore e non ne voleva sapere.

Ore 21: finita la sagra, siamo già a casa e anche per quest’anno i fuochi li vedrò un altro anno… se non fosse che questa frase ricapita ogni anno da 17 anni!!! Con una brevissima parentesi lo scorso anno che mi aveva fatto ben sperare, ma era solo un’illusione.

Foto di stamattina che presupponeva una dolce giornata di relax… 


venerdì 14 agosto 2026

IN GIRO

​Le avventure da sagra, quest’anno includono anche i trasporti della figlia maggiore ai diciottesimi, perché se papà è assente, mamma e parenti vari sopperiscono. Ieri sera ho portato Maddalena all’asolo golf club, scoprendo che c’è chi ci vive dentro, una sorta di villaggio a metà strada tra un paese medievale e uno montano. Non ho ben capito se sia figo o meno ma c’è. In auto avevo anche i figli minori ( inciso per i nonni: non serve che mi diciate parole, perché non ha senso che spedisca voi che avete una certa età a portare la figlia mia diciottenne in giro), Agata si è addormentata già all’andata, con Cristiano che la guardava con aria di biasimo ( uno sguardo che diceva: guarda questa che già dorme, che sfigata), per fortuna sulla via del ritorno ha deciso di dormire pure lui. Stasera invece sempre io, Maddalena e solo CRI siamo andati a artigianato vivo a Cison e chiaramente Cristiano si è addormentato all’andata, poi si è svegliato e come unico obiettivo ha avuto un gelato! È andata ottimamente. Cison merita sempre! Tra le grandi avventure di questi giorni, ieri mi sono mangiata un pacco di biscotti senza lattosio che ci erano arrivati in regalo. Ora, lo scrivo solo ed esclusivamente perché so che Michele non legge il blog, altrimenti mi riempirebbe di parole, perché passo metà della giornata a lamentarmi del peso ( che comunque stamattina ero pure calata) quindi avrebbe pure ragione, ma visto che ha deciso di non leggere il blog, qui posso scriverlo. Naturalmente se qualcuno di voi va a dirglielo poi la pagherà cara e ho già deciso come: porterete una sera Cristiano sulle giostre, da soli, non con me. Io non mi avvicinerò neppure a quelle cose con Cristiano. Vi assicuro che potreste passare momenti terribili. Ah e non crediate che non scopra chi glielo dice, tanto è già successo e l’ho già scoperto. Insomma, non leggerlo è una sua scelta e trovo immensamente giusto rispettare una scelta personale. Domani è il 15, non sono pronta! 


La foto non ci azzecca, ma è l’unica di oggi ed è frutto del fatto che abbia lasciato il telefono in mano ad Adele qualche minuto. 

giovedì 25 giugno 2026

LA FINE DI UN’ESPERIENZA

​Oggi si è conclusa un’esperienza durata due anni, che è stata una vera palestra di vita: intensa, difficile, ma soprattutto impegnativa e se non ho più scritto nel blog è anche per questo. Completate delle giornate intense dal primo all’ultimo minuto, crollavo sul letto. 

Niente di strano per noi adulti di oggi, anche se diciamolo, è snervante vivere sempre a mille. 

Torniamo però all’esperienza: oggi ho concluso il mio percorso come insegnante di scuola primaria….


Questo racconto iniziava così il 26 giugno, quando si è fermato per chissà quali sopraggiunti impegni e da allora non l’ho più preso in mano fino ad oggi. Sono giorni che penso a come ricominciarlo, a cosa scrivere e ci sono sempre idee e cose nuove, alcune leggere altre pesanti, alcune che si possono dire, altre no. 

Insomma una palla assurda, quindi dopo un anno circa torno a scrivere e questo è importante, più per me che per chi legge. Il blog è sempre stato un appuntamento che mi è mancato e di cui sentivo il bisogno, non perché vi faceste i fatti miei, più che altro perché se scrivo per qualcuno lo faccio, altrimenti tralascio e sfortunatamente questo procrastinare all’infinito, oltre a non far bene ai miei progetti, si è anche trasmesso geneticamente a qualche figlio. Di tutti i pregi che potevano prendere da me e invece hanno preso i difetti del padre, da me prendono un errore, ma sarà possibile? 

Come avrete capito dalle prime righe, non insegno più a scuola e soprattutto non tornerò a settembre, parentesi interessante che mi ha aiutato a capire alcuni meccanismi, ma non fa per me. Io ho un lavoro, anzi 2 o 3 che mi piacciono, mi danno soddisfazioni e che sono fatti per me e a cui sono tornata. Tra l’altro a fine settembre esce un altro libro di racconti per bambini su Halloween, ma se volete leggerlo anche da adulti va bene. 

I figli mi danno molti grattacapi, praticamente nessuno escluso, vari che dipendono da figlio a figlio, da situazioni e a situazione, ma che al momento fanno sussistere uno strato di nervosismo, preoccupazione, senso di colpa

Da marzo poi sto combattendo

Con un’orticaria o simile che ogni tanto capita, ogni tanto no, pensavo fosse colpa di un conservante, ma sembra di no e quindi si riparte, ah questa è la teoria del medico, non mia. Altro da riassumere? 

Ecco una cosa fastidiosissima ultimamente sono i social: abbiamo perso un gatto, tra l’altro mai più ricomparso, chiedo aiuto. Ho trovato 5 persone gentili, alcune che mi hanno anche scritto in privato più volte e 50 che evidentemente dovevano sfogare la loro rabbia. Scrivo su un gruppo per delle info su dove andremo in vacanza: 2 risposte alla mia richiesta, 10 commenti sul posto che non va bene. Se io ti ho chiesto cosa posso vedere in una cavolo di isola, perché tu devi commentare che il posto che ho scelto non va bene e manco dirmi cosa vedere? Io ho capito che il commento sul social costa molto meno di un bravo psicologo, ma non ti risolve i problemi, al massimo ti dà lo stesso senso di gioia temporanea di una droga, quindi dato che la droga fa male anche i commenti inutili sui social fanno male alla salute. Fatevi una vita e pagate uno psicologo, se avete bisogno ne conosco di bravissimi. 

Non so voi, ma io quando ho finito di sopportare marito, 4 figli e nonni vari, voglia di altri commenti non ne ho e se io ho voglia di commentare qualcosa lo faccio con un’amica, in casa, non rompo le scatole al mondo o a chi ha una difficoltà. Se posso aiuto altrimenti passo a un altro post! 

A proposito di social, la mia vita da sportiva passiva continua, postando tutto ciò che vinciamo in ogni dove. Siamo bravetti come paese e pensare che lo Stato non finanzia le famiglie per tutte queste splendide attività. 

Per oggi basta, io e il mio nervoso odierno vi abbiamo stressato a sufficienza, devo preparare la cena, ma da stasera a ranghi ridotti: io e 2 figli. Un’altra lavora e i restanti membri sono a sagra.

lunedì 13 ottobre 2025

GIÀ FATICHE

Torno dopo qualche settimana di assenza che ha visto una grande salita. Settembre è sempre così un po’ perché riorganizzare le attività di tutti insieme al mio lavoro che riparte non è facile. Quest’anno si sono aggiunti i laboratori a scuola che erano una novità rispetto allo scorso anno dove erano molto più blandi e tre fiere libri, una per fine settimana e soprattutto si è aggiunta la salute o meglio qualche problema di salute. Da inizio settembre ho iniziato a fare dei lavori di un certo tipo dal dentista: impianti, corone, devitalizzazioni ecc! Tutta roba che è già impegnativa di suo, in più ci si è aggiunto un errore che mi ha creato parecchi fastidi, tipo 15 giorni di antidolorifici costanti al punto che due venerdì fa il mio stomaco ha detto basta e il mio corpo non ne poteva più. Sabato non ero in forma ed mi trovavo alla mia fiera preferita: libri in cantina, ma domenica ho proprio ceduto perché era sopraggiunta la febbre. Lunedì ho scoperto di avere una sovrainfezione, partita dal dente che poi ha traslocato alla gola con una faringotonsillite acuta. Super giro di antibiotici di cui ancora ne faccio uso, cortisone e tanto riposo. Non sono ancora del tutto a posto ma oggi sono tornata al lavoro a scuola. Lo stomaco mi sta facendo pagare il conto e mi sento gonfiata come un palloncino e la gola è ancora dolorante. Ci vorrà tempo ma mi chiedo se la scuola è iniziata così…come sarà l’inverno? Inizierò a prendere qualsiasi tipo di ricostituente e rinvigorente. Da oggi però dovrei essere entrata a regime con tutti gli orari e le attività. Vedremo se tutto sarà collaudato al meglio!

Guardiamo anche gli aspetti positivi: le persone sono tornate alla fiera dei libri per prendere la mia nuova opera. Il primo libro ha venduto tanto e sono strafelice, il 24 escono le avventure dell’elfo e speriamo piaccia quanto il calendario dell’avvento.

martedì 30 settembre 2025

LA FATICA DELLA RIPARTENZA E UNA NUOVA PICCOLA SODDISFAZIONE


 Settembre è ripartenza e come tale un vero e proprio disastro di impegni, impedimenti, piccoli e grandi inghippi da risolvere. Una frase che torna costantemente: ma chi me lo ha fatto fare sommata a un’altra, ma per chi lo sto a fare! Sono stati giorni, soprattutto gli ultimi, molto pieni, direi troppo pieni e sicuramente non di soddisfazioni. Porte chiuse, direi sbattute, muri creati, errori non compresi e un fardello che continuerà ma si procede sempre. Ogni tanto si ride pure, che non so se sia per sdrammatizzare o per disperazione ma poco cambia. In tutto questo, la settimana scorsa non mi sono goduta il suo arrivo: è arrivato il mio nuovo libro. L’ho preso, ho fatto il video dell’apertura senza manco mettermi io, ho fatto quello che doveva essere fatto, ma no, non me lo sono goduta e mi dispiace, perché lui è parte di me. È stato sudore, gioia, momenti di relax, corse contro il tempo ma soprattutto è la soddisfazione di vedere un sogno realizzato, di sentirmi soddisfatta per qualcosa che ho raggiunto e io, che metto sempre in discussione, per una volta posso fermarmi e dire: ehi ci sono riuscita!

Poi queste storie sono nate per qualcuno, persone a cui questo libro è dedicato! I bambini di una scuola a cui sono legata, la scuola che ha visto le mie prime storie e che ha visto le mie bambine crescere e imparare a scrivere e a fare i conti. Quei bambini che l’anno scorso attendevano ogni mattina le avventure dell’elfo e quelle maestre che in classe le leggevano! 

Allora respiro, penso che anche i momenti difficili passano, che i muri si possono sempre abbattere e che si può sempre ripartire ma soprattutto si può sempre raccontare!

Sabato avrò una presentazione in un luogo importante e devo dire che ho un’ansia pazzesca, che non ci sia gente, che non sia all’altezza, che…che …che!

Tanti che, poi mi ricordo che con Monica e Malia abbiamo scelto la nostra specialità: lettura ai bambini e laboratorio è un po’ mi tranquillizzo. Sapere di aver Monica al mio fianco con le sue idee creative funziona meglio di una camomilla. E quindi mi butto ancora, tra una corsa e l’altra, tra un incastro e l’altro, tra un lavoro e l’altro. Impazzirò prima o poi, speriamo più poi che prima.