Parola chiave di queste vacanze è la distanza per arrivare ovunque, oggi compreso, però, siamo riusciti sia a goderci qualche ora di mare con relativo bagno, sia il centro dell’ultima città visitata: Spalato. Anche oggi ci siamo fatti quattro ore molto abbondanti di viaggio, in realtà sarebbero state un po’ meno, ma Michele ci teneva a vedere Mostar, dove effettivamente si percepisce ancora che c’è stata la guerra. Molti palazzi non sono ancora stati ricostruiti, anche se lo stanno facendo e ovunque si vedono i buchi lasciati dai mitragliatori, in un palazzo sono stati chiusi utilizzando dei Lego. Bellissimo!
Nel percorso, e sbagliando strada, ci siamo imbattuti in una casa tappezzata di colpi, probabilmente sede di un cecchino o chissà. Non credo lo sapremo mai perché era proprio in un paese molto piccolo. Sia a Sarajevo che a Mostar inoltre c’era un palazzo, nel centro storico o molto vicino, che si capiva essere importante e che è lasciato mezzo distrutto, abbiamo immaginato che sia così per scelta, per ricordare cos’è stato quel periodo. A Mostar abbiamo assistito anche al tuffo dal ponte, 20’minuti sotto il sole a 35 gradi per vedere questo che faceva pluf! Vabbè! Per lo meno a Sarajevo ci siamo goduti il fresco, mai andati sopra i 25 gradi! Si stava benissimo e per fortuna visti i km in salita che ci siamo fatti a piedi, però finalmente c’è stata una erikanza ossia una vacanza alla Erika: camminare allo sfinimento per vedere tutto. Ci sono riuscita, poco in questa vacanza, ma ce l’ho fatta e almeno Sarajevo è stata vista decentemente. Stiamo già pensando alle vacanze del prossimo anno o meglio a come evitare molti errori di quest’anno, adesso però per un po’ non ci penso, anche perché ho già altro in programma prima e poi tornata bisogna pensare alla scuola, tra chi ha cambiato e chi invece sta solo crescendo. 
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